Crea sito

Riscoprire il piacere della visione notturna delle lucciole e delle stelle

Oltre alle bellezze artistiche delle chiese, delle stradine del centro storico, dei sentieri di campagna e dei percorsi delle vecchie fontane, Tavenna offre delle bellezze che ormai sono scomparse dalla memoria e dalla vista di chi vive nei centri urbani delle città .

Una di queste visioni che si possono ammirare in paese sono le lucciole, questi strani coleotteri che vivono in ambienti non inquinati e che possiedono all'estremità  inferiore dell'addome un organo bioluminescente che emette luce ad intermittenza. Quando un maschio si trova nei pressi di una zona dove ci sono delle femmine emette dei lampi di luce che le femmine riconoscono cui poi rispondono. La maggior parte degli animali che emettono luce si trovano nei mari più profondi. Le lucciole sono gli unici animali terrestri che emettono un segnale luminoso in codice che esprime la volonta'  di accoppiamento.

 

Foto di una lucciola con particolare del fenomeno della bioluminescenza

Le stelle

L'altra visione riguarda la costellazione celeste: ammirare di notte le stelle è una sensazione straordinaria che ci ricollega all'universo mondo. Basta fare pochi passi fuori dall'abitato che è possibile ammirare nel cielo numerose costellazioni: il Grande Carro (Orsa Maggiore), il Piccolo Carro (Orsa Minore), Dragone, Lira, Ercole, Corona Boreale, pianeti come Venere e tantissimi altri astri. 

Nella mappa tratta da Google Heart, centrata su Tavenna, riportata nella figura seguente, sono riportati le costellazioni che si possono ammirare nella volta celeste .

Nella seconda figura successiva, a partire dal Grande Carro, sono riportate alcune semplici regole per orientarsi e per individuare  altre costellazioni. Per saperne di più  http://lcs.unical.it/Variazioni%20sul%20cielo/appendice_03.htm

Mappa del cielo vista da Tavenna

Come orientarsi nel cielo a partire dal Grande Carro

Dalla figura precedente si desume il modo di procedere per localizzare la brillante stella Vega nella costellazione della Lira, particolarmente appariscente in estate. Proseguendo lungo una linea che conserva la curvatura del timone del Grande Carro si intercetta la stella Arturo nella costellazione del Bovaro, molto evidente in primavera, e quindi Spica la stella più brillante della costellazione della Vergine. Arturo è la stella più luminosa a Nord dell'equatore celeste, di magnitudine -0,1 e la quarta in assoluto del cielo. E' una gigante rossa, cento volte più luminosa del Sole ma con una superficie più fredda (da qui il colore rosso) distante 36 anni luce. Spica è di magnitudine 1, è bianco-azzurra e dista 260 anni luce (Spica è un termine latino che significa spiga di grano ). Rispetto al Bovaro, dalla parte opposta del Grande Carro, si trova la costellazione della Corona Boreale, costituita da una serie di stelle disposte a semicerchio tra le quali brilla Gemma, di magnitudine 2,2. A partire dalle stelle Megrez e Phecda del Grande Carro si incontra la costellazione del Leone, intercettando la stella principale Regolo. Regolo è di magnitudine 1,4; è una stella bianco-azzurra che dista 77 anni luce. Con una linea congiungente Megrez e Merak si intercettano le stelle Castore e Polluce nella costellazione zodiacale dei Gemelli.

    Visita delle chiese

    Passeggiate e visita alle fontane

    Isole Tremiti

    Vale la pena dedicare una giornata per effettuare una visita alle isole Tremiti, con partenza dal Porto di Termoli  la mattina, le isole sono raggiungibili in meno di 1 ora   (vedere gli orari nel link sopra riportato ) e rientro a Tavenna verso sera. Il video seguente ne illustra alcune immagini delle splendide isole. http://www.youtube.com/watch?v=CAKqg-HJKiI&feature=player_embedded

    L'arcipelago delle isole Tremiti comprende 5 isole, San Domino, San Nicola, Cretaccio, Capraia e Pianosa. Le prime 4 sono vicine tra loro e raggiungibili comodamente via mare; Pianosa dista 12 miglia dal resto dell'arcipelago e non è raggiungibile, poichè riserva marina integrale. San Domino e San Nicola, le due isole abitate, sono visitabili in autonomia, anche a piedi; Capraia e Cretaccio sono accessibili tramite numerosi "Acqua-taxi" in partenza dalle 9.00 alle 17.00.

    Le escursioni da fare sono molte, alcune si possono fare a piedi, per i più allenati, alcune è possibile farle solamente in gommone o in motoscafo, soprattutto per ammirare le splendide grotte.  http://www.lecinqueisole.it/


     

    Pietrabbondante

    E' uno dei più importanti tesori archeologici del Molise, raggiungibile in macchina da Tavenna in circa 1 ora. Per arrivare a Pietrabbondante si prende la statale SS650 "trignina" allo svincolo per Mafalda, direzione Isernia e dopo circa 30 km ci sono le indicazioni per Pietrabbondante.

    Il vero tesoro di Pietrabbondante costituito dal complesso ellenistico-italico sito in località Calcatello. Vi si trovano due templi  ed un teatro, con sedili in pietra dalla caratteristica forma anatomica unica al mondo, utilizzato come luogo di riunione. Nel periodo estivo vi si svolgono importanti manifestazioni teatrali classiche.


     È controversa e contesa con Bojano la collocazione, nel sito archeologico, dell'antica capitale del Sannio: Bovianum Vetus.

    Nuovi ed importanti ritrovamenti archeologici, rinvenuti a seguito di recenti scavi, accrescono notevolmente l'importanza del sito e lasciano sperare in una definitiva determinazione storica. Notizie particolari sul teatro di Pietrabbondante e sull'area archeologica si possono trovare sul sito : http://www.francovalente.it/2010/04/21/s-maria-delle-monache-monastero-longobardo-in-isernia/

    Adriano La Regina, Presidente dell'Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell'Arte di Roma, che dagli anni Settanta si occupa degli scavi archeologici di Pietrabbondante, ha individuato la domus publica, edificio che rappresenta un vero e proprio unicum in Italia ed ha recentemente definito il sito come "luogo fulcro di religiosità e di politica del Sannio".


    Informazioni: 0865/76129 Orario visite: periodo invernale: 8.30 al tramonto periodo estivo: 8.30-19.00 Prenotazione guida turistica: 0865/76130 

    Area archeologica di Pietrabbondante

    Il teatro di Pietrabbondante

    Assonometria del complesso monumentale di Pietrabbondante

    LARINO

    Larino dista da Tavenna circa 30 km e la si raggiunge in macchina in meno di 20 minuti. È una delle località turistiche più importanti del Molise. In passato era un importante municipium romano ed è a quel periodo che risalgono le suggestive rovine dell’anfiteatro (da non perdere!) e le ville con splendidi pavimenti in mosaico.  Al centro del paese, oltre al bel palazzo ducale di origine medievale, merita una visita la cattedrale dedicata a San Pardo e all’Assunta.
    Edificato nel I secolo d.C., presumibilmente tra il 70 ed il 150 d.C., durante il dominio dei Flavi, grazie alla generosità  del senatore larinense Quinto Capito, l'anfiteatro rappresenta la testimonianza più spettacolare ed imponente del periodo in cui Larino era un importante città  romana.
     La struttura, capace di contenere fino a 18.000 spettatori, è in parte scavata nel tufo per circa sei metri e in parte costituita da strutture murarie sopraelevate.
     Ha una forma ellittica, con le quattro porte disposte alle estremità dei due assi, di cui quella a nord, la "Porta dei Gladiatori", che consentiva l'accesso del corteo che precedeva i giochi e l'uscita dei gladiatori vincenti, mentre quella a sud che serviva per portare fuori i resti degli animali uccisi durante le esibizioni e i corpi dei gladiatori morti.
     Affascinante è l'arena delimitata da un canale per lo scolo delle acque e con al centro una fossa quadrata utilizzata probabilmente per il sollevamento delle gabbie degli animali.
     Il settore riservato ai nobili, formato da tre gradini rivestiti di pietra, è posto a circa due metri di altezza dal piano dell'arena.
     Continuando a salire troviamo prima sei gradinate scavate nel tufo e destinate ai cavalieri e poi, ancora più in alto e solo nel lato nord-occidentale ciò che resta della struttura sopraelevata.
     Nulla invece è rimasto della summa cavea, costruita con molta probabilità  da assi di legno.

    Oltre all'edificio romano gli scavi hanno riportato alla luce anche una necropoli antichissima (VIII-VI secolo a.C.) e altri reperti di epoca arcaica ed ellenistica. http://www.comunelarino.it/index.php/larino/anfiteatro

    Comune di Larino (centralino):08748281

     

    L'anfiteatro romano di Larino - I sec. d.C.

    Cattedrale di Larino anno 1319

    Sepino e l'area archeologica dell'antica città  romana

    Sepino dista da Tavenna circa 90 km e la si raggiunge in macchina in poco più di 1 ora e 1/4 prendendo la statale 647 "Bifernina"  per Campobasso e proseguendo in direzione Benevento . L'area archeologica di Sepino sorge in un altopiano a 700 metri sul livello del mare e si sviluppa in età romana, quando questo municipium costituisce un importante centro di commercio localizzato lunga l'arteria che collega le pianure alle alture del Matese. Il toponimo di Sepinum, significa luogo recintato. La realizzazione dell'attuale perimetro murario si fa risalire all'età augustea. 1200 metri di cinta muraria lungo cui si aprono 4 porte. Porta Tammaro, Porta Benevento, Porta Bojano, Porta Terravecchia. Città romana di pianura che sorge all'incrocio di due importanti strade: il tratturo Pescasseroli Candela, attraversato dalle greggi transumanti nei loro spostamenti, l'altra ad esso trasversale che scende nel Matese e continua in direzione della fascia costiera. Il periodo di massimo splendore edilizio per la città si fa risalire alla prima età imperiale. Ad essa si riferiscono la costruzione ed il rifacimento di alcuni importanti edifici, quali il foro, la basilica, le terme, il sistema fognario, forse il teatro e soprattutto la cinta muraria in opera reticolata. In seguito al terremoto del 346 si registra un nuovo fermento edilizio. A causa di una forte crisi economica e demografica, aggravata dalle devastazioni della guerra greco - gotica (535 - 553), la città subisce gravi danni, a seguito delle scorrerie dei Saraceni, la popolazione abbandona la pianura e si rifugia in collina, dando così nascita ai castelli. Nasce così il primo nucleo della Sepino attuale.

    http://www.youtube.com/watch?v=vKdQ5CN4K2E&feature=relmfu

    http://www.youtube.com/watch?v=5eX5vJK6AXg&feature=relmfu

     

    Venafro - La Pinacoteca al castello Pandone

    Castello Pandone - Sede del Museo

    Notizie utili - "Museo nazionale di Castello Pandone"

    Via Tre Cappelle
    Venafro (Isernia).
    Orari: martedì-sabato 10-13, domenica e festivi 9-13, 15-19.
    Informazioni: tel. 0865-904698